Nel nome della legge, sono morto per fatti miei

“Visti gli articoli 533, 535 del Codice di procedura penale la terza Corte d’Assise dichiara Fierro Aldo, Corbi Stefania, Bruno Flaminia, De Marchis Preide Luigi, Di Carlo Silvia colpevoli del reato di cui al capo E della rubrica (abbandono di persone incapace) qualificato il fatto ai sensi dell’articolo 589 (omicidio colposo) del Codice penale e in concorso di attenuanti generiche per tutti condanna Fierro alla pena di anni 2 di reclusione, Corbi, Bruno, De Marchis Preide, Di Carlo alla pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione ciascuno oltre al pagamento delle spese processuali.

Dichiara Caponetti Rosita per l’accusa di falso e senza l’aggravante contestata e con attenuanti generiche alla condanna alla pena di 8 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali. Pena sospesa per tutti gli imputati. Condanna i primi cinque in solido al risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede in favore delle costituite parti civili. Li condanna inoltre in solido al pagamento delle seguenti provvisionali immediatamente esecutive: a Giovanni Cucchi (padre) euro 100.000, a Rita Calore (madre) euro 100.000, a Ilaria Cucchi (sorella) in proprio a 80.000, alla stessa Ilaria quale esercente la potestà genitoriale sui figli minori Giulia e Valerio Di Paolo 20.000 euro ciascuno. “Condanna inoltre i predetti condannati in solido alla rifusione delle spese processuali sostenute dalle parti civili”.
“La Corte assolve Minichini Nicola, Santantonio Corrado e Domenici Antonio per i reati loro ascritti per non aver commesso il fatto; visto l’articolo 530 del Codice di procedura penale assolve Flauto Giuseppe, Martelli Elvira e Pepe Domenico (tutti infermieri) dall’accusa di abbandono di persona incapace per non aver commesso il fatto”. (fonte http://www.adnkronos.com)

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Washer

Ho un debito musicale con il mio amico Tobia per avermi prestato Spiderland degli Slint. Per me il gruppo migliore di sempre. Avevo 17 anni e trovai a casa sua questo cd con quattro ragazzini immersi in un lago in copertina. “Sono fondamentali” esclamò. Una delle poche volte che aveva ragione.
Ora, se ascolto Washer non è che uno può parlare d’altro e coprire l’assolo di David Pajo.

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